non è possibile lasciarle andare, quando capita di incontrarle nel nostro percorso.
Questa damina era in una grande scatola che conteneva altre porcellane.
Apparteneva alla zia di un'amica che ha dovuto liberare la sua casa, dopo la dipartita della parente.
Forse alla nipote la scultura non interessava, forse in casa ha già moltissimi soprammobili, so solo che quando l'ho presa in mano, mi ha guardata con quel viso romantico, un po' malinconico, che me ne sono innamorata!
L'ho lavata delicatamente con acqua calda e un filo di candeggina per togliere la patina di polvere e infatti le guance si sono colorate!
Avrei potuto venderla e guadagnarci anche parecchio, vista la ricercatezza su internet, ma ho pensato che potesse restare con noi.
E ancora mi stupisco, dopo mesi di questo lavoro, di come le persone possano rinunciare a cose così belle :)
15 gennaio 2015
02 novembre 2014
Novembre, la vetrina è già natalizia!
Giornata calda, intensa, piena di gente, il mercato è stato attivo e vivacissimo, avevo esposto con orgoglio anche le mie cassette della frutta tutte dipinte color noce, sono molto soddisfatta e... distrutta!!
17 ottobre 2014
autunno, voglia di tepore
e di un caldo the, avvolti in un plaid.
Mai come in questa stagione ho richieste di tazze di porcellana per tisane e the, perché resta un piccolo lusso, una coccola, poter sorseggiare la bevanda a temperatura giusta, nel modo giusto!
Ricordo che da bambina rientravo infreddolita da scuola e mia nonna aspettava che togliessi il cappotto per farmi accomodare nella sua sedie preferita, accanto alla stufa a legna, poi mi porgeva una tazza non di the ma di cioccolata fusa, una delizia!
Oggi si ha poco tempo, non ci ferma, non si segue il rituale del the, che è cosa non da poco, come si usa nei paesi anglosassoni e in oriente.
Eppure di domenica, durante un pomeriggio uggioso o nebbioso, tiriamo fuori il servizio bello, riempiamo la teiera di acqua bollente e lasciamo che l'infuso di prepari, aggiungiamo due pasticcini ed ecco un momento particolare, intimo, rigenerante!
Mia madre temeva di rompere delle tazze del suo servizio buono, e allora nonna le diceva: carlotta, pensa, se rompi una tazza te ne rimangano ben altre 11!
29 giugno 2014
il bello di preparare la vetrina!
Questo è un mestiere creativo, dove ognuno di noi può lasciarsi trasportare dalla fantasia e gestire come vuole lo spazio per l'esposizione degli oggetti.
Le vetrine variano a seconda anche della merce in vendita, personalmente, trattando quasi esclusivamente porcellane e articoli casalinghi, seguo queste regole:
1) preferisco organizzare il piano come fosse una tavola imbandita, quindi sistemo i 6 tavoli da campeggio vicini in modo tale da coprirli con una grande tovaglia, in tessuto pregiato, che si diversifica a seconda del periodo stagionale o di festa, ad esempio, per Natale aggiungo parte di tessuti rossi, mentre per Pasqua opto per stoffe con colori verdi/gialli.
2) anche il materiale spesso è scelto seguendo i temi stagionali: in estate mi piace esporre oggetti colorati, brocchette per il vino, alzatine per la frutta, piatti da portata per pietanze fredde, mentre in inverno colloco zuppiere e tazze da brodo!
3) è importante avere accessori adeguati: se devo esporre dei piatti, ho bisogno di una piattaia che aiuti, quindi ne ho trovate due in legno, comodissime, che tengono anche ingenti pesi.
4) davanti in prima fila, in quella che considero, appunto, la "pole position", metto i servizi belli in porcellana antica, un po' arretrati gli altri servizi da caffé e the più moderni e meno costosi. Cerco sempre di mantenere una particolare divisione tra il pregiato e l'economico e, nei generi, lo stile classico da quello rustico.
5) è impossibile e normale non riuscire a vendere tutto quello che è esposto! La comodità porta spesso a riportare lo stesso materiale per diversi mercati, ma devo ammettere che è noioso rifare la stessa vetrina per 2/3 volte di seguito, preferisco perdere un paio d'ore e selezionare oggetti diversi. Tra l'altro, ogni mercatino ha la sua particolarità, a seconda di dove viene svolto. Nei paesini la richiesta è diversa che non nella grandi città, ove tra l'altro ci sono molti più espositori e quindi maggiore concorrenza!
7) un consiglio per chi vuole cominciare questo mestiere, e mi permetto di darlo benché sia neppure un anno che lo faccio: non restate dietro al banco a leggere, al telefono, chiusi nei fatti vostri, interagite con le persone, senza aggredirle ma sorridendo, dando semplici informazioni su come avete recuperato il materiale, di cosa è fatto, due parole ecco. In tal modo create subito un aggancio che spesso non porta a vendere qualcosa ma a farvi conoscere. Ho trovato tantissime amiche così, persone che mi contattano, mi chiedono come va, insomma, il senso del mercatino è anche questo: conoscere nuove persone!

8) quando ritiro la merce, mai prima delle 6 di sera, sia in inverno che in estate, cerco di assemblare gli oggetti in modo tale da averli divisi e pronti per il mercato dopo, ad esempio, i servizi di caffé e the in un'unica scatola (quella delle banane, classica, capiente e indistruttibile!). Inutile dirvi che ci impiego moltissimo a smantellare il banco, dovendo incartare uno ad uno tutti i pezzi, ma la calma è indispensabile e poi è veramente strano, mentre si ritira di solito arrivano clienti e chiedono proprio il servizio che stai chiudendo!
9) ultimamente ho aggiunto qualche accessorio in più, in questi mercati estivi piacciono tanto i cesti ed io ne ho ricavati parecchi liberando la soffitta di una maestra in pensione, ne aveva quasi 200! diversificare è importante, non mi stanco di ripeterlo!
10) infine, traendo le somme dai miei mercatini di un anno di lavoro (circa 3 domeniche al mese) ammetto di non ricavare grandi cifre, ma neppure di rimetterci. Inoltre, in questi mesi mi sono creata un giro di affari con clienti affezionati che addirittura mi chiedono di cercare per loro determinati oggetti, insomma, fanno delle ordinazioni, il che è davvero incentivante e gratificante.
La ricerca del materiale è il carburante per andare avanti, è il motivo per cui io stessa giro i mercatini, per vedere e semmai comprare oggetti che nella mia vetrina possono trovare una giusta collocazione per accontentare anche chi fedelissimo, mi segue sempre!
Sotto la pioggia!
Il mestiere di mercante è legato al fattore tempo, proprio come quello di mondina!
L'unica differenza è che se piove in risaia ci si deve allontanare, soprattutto in caso di temporale, e poi perché l'acqua "mossa" non permette di vedere l'erba da estirpare.
In compenso, anche se un mercante è volenteroso e decide di restare nonostante il tempo brutto, non smantellando la propria bancarella, il passaggio delle persone si riduce moltissimo e solo i temerari affrontano la pioggia battente, muniti di ombrelli gocciolanti, impermeabili che impacciano nei movimenti e poco entusiasmo a volersi fermare a guardare e soprattutto, a comprare!
Al giorno d'oggi ormai le previsioni raramente sbagliano e quindi ci si organizza prima, valutando la situazione al meglio. Ad esempio, se il maltempo è previsto per il pomeriggio, un tentativo alla mattina si può fare, tutt'al più si riduce un po' il banco, restando coperti dal gazebo.
Però è sempre un fattore a rischio, le persone non si muovono se piove e si rischia di non recuperare neppure il costo della platea! Bisogna pensarci bene :)
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